Innovation Adoption, perché innovare è soprattutto fare

Innovation Adoption, perché innovare è soprattutto fare

Possiamo, semplificando molto, identificare due componenti principali del processo di Open Innovation. Da un lato le soluzioni che gli ecosistemi dell’innovazione possono mettere a disposizione delle imprese. Dall’altra il fatto che queste imprese siano in grado di fare proprie le soluzioni e costruire su queste prodotti e servizi innovativi con i quali andare sul mercato.

E perché le soluzioni possano realmente avere successo sul mercato, le imprese devono avere adeguata capacità di marketing e una reale capacità di implementazione.

Qualcuno riconoscerà gli elementi della nostra formula dell’Innovazione. Il processo di Open Innovation di fatto delega in parte la “Creativity” all’esterno dell’impresa, ma gli altri due elementi, “Execution” e “Appeal”, restano saldamente tra le mani dell’impresa. E ne rappresentano la leva per poter trasformare l’innovazione in vantaggio competitivo e capacità di generare valore.

Il processo che consente di trasferire l’Innovazione dagli ecosistemi alle imprese e da queste al mercato prende il nome di “Innovation Transfer”. La componente di cui stiamo parlando è proprio la parte finale di questo processo. Cercando di darne una definizione snella, l’Innovation Transfer, può essere definito come quel processo di condivisione o acquisizione di skill, di conoscenza, di tecnologie abilitanti e proprietà intellettuali, di team e metodologie produttive, che ne abiliti la successiva diffusione su ampie fette di mercato, dando così una risposta a specifici need. 

Ecco uno schema semplificato che ne illustra le macro componenti:

Innovation Management: la fase Adoption ne è l'essenza
L’Adoption è una fase essenziale del processi di Innovation Management

Ai fini di poter approcciare il processo da un punto di vista operativo e sistemico, quali ruoli è bene mettere in evidenza?
I più significativi sono tre (ma potrebbero essere di più in funzione delle effettive modalità organizzative e di governance): “supplier”, “receiver”, “enabler”.

Ciascun ruolo può naturalmente essere ricoperto da una o più organizzazioni, così come ciascuna organizzazione può ricoprire anche più di un ruolo.

Innovation supplier

Sono quelle organizzazioni che si concentrano sullo sviluppo tecnologico e che costituiscono l’ossatura degli ecosistemi dell’innovazione. Sono:  

  • Startup
  • Laboratori di ricerca e incubatori universitari
  • Incubatori e acceleratori privati
  • Operatori di Venture Capital
  • Operatori istituzionali, tra i quali troviamo software e hardware vendor

Le attività di scouting si focalizzano in questa fase, richiedendo un’alta collaborazione tra i diversi attori e l’accesso ad ogni singola fase di cui lo sviluppo tecnologico si compone: la ricerca di base, la ricerca applicata, la prototipazione e la successiva industrializzazione.

Innovation receiver/adopter

Sono così dette le organizzazioni che accolgono nuove tecnologie sviluppate esternamente alle stesse e che le implementano per migliorare la propria offerta sul mercato, per migliorare i processi e gli approcci organizzativi, fino allo sviluppo di nuovi modelli di business adiacenti o meno al core business corrente.

Questo processo è a tutti gli effetti (Open) Innovation Management, ed è costituito da diverse attività: la presa di coscienza dell’esistenza di nuove tecnologie abilitanti, la selezione di queste e la preparazione all’adozione, ovvero la fase di infusione, dopo la quale si giunge alla fase di adozione vera e propria, ovvero allo sviluppo di progettualità finalizzate.

Innovation enabler

Sono le organizzazioni che facilitano il trasferimento dell’innovazione e che in molti casi lo guidano.  Si occupano di attivare lo scouting e di coordinarne i risultati in un ottica di abilitazione, razionalizzando i risultati in funzione dei potenziali impieghi che una determinata soluzione potrebbe avere in relazione agli obiettivi strategici degli adopter.

Il processo di supporto all’adozione dell’innovazione è fortemente influenzato dalla capacità di individuare e sviluppare correttamente uno use case che rappresenti il target di adozione dell’innovazione stessa, ovvero un’applicazione reale e concreta di una tecnologia ad un determinato dominio applicativo o funzionale.

Tali organizzazioni agiscono quindi di fatto come intermediari attivi tra i provider e gli adopter, consentendo quel dialogo che non sempre è semplice da realizzare, considerando la natura spesso profondamente diversa degli attori in gioco.

Ars et Inventio da sempre si pone come attore di abilitazione dei processi di innovazione, svolgendo il ruolo di “mediatore” tra le aziende e gli ecosistemi, capace di illuminare il percorso di adozione di una soluzione innovativa.  

Nella pratica quotidiana, la componente di adozione reale e concreta di una innovazione, generata grazie ad un modello di Innovation Management, da parte delle unità di business o delle strutture di staff rappresenta la sfida più difficile.

Innovazione e sistema immunitario sono antitetici. Il secondo ostacola la prima, rallentandone il percorso verso l'Adoption.
Spesso le innovazioni devono contrastare abitudini dure a morire

Infatti non si tratta più soltanto di sperimentare la possibilità di adottare una soluzione innovativa o un nuovo modello di business, verificandone le condizioni di fattibilità tecniche o economico-finanziarie, ma di farlo realmente.

Questo naturalmente comporta necessariamente una scelta tra due approcci, strettamente dipendenti dalle condizioni al contorno:

  1. nel caso in cui vi sia l’effettiva possibilità di integrare il nuovo nel vecchio, adottare così l’innovazione, adeguando l’organizzazione, sconfiggendo le naturali resistenze del sistema immunitario aziendale, sostenendone l’adozione con lo sviluppo di nuove competenze o nuove componenti organizzative quando necessarie, oppure
  2. di fronte all’impossibilità di procedere come nel caso precedente, creando una nuova entità operativa, che si possa muovere sul mercato con gradi di libertà altrimenti non realizzabili all’interno dell’organizzazione preesistente e costituendo a tutti gli effetti una nuova iniziativa imprenditoriale, chiamiamola pure “startup”

Sono convinto che questi siano temi meritevoli di ulteriori approfondimenti, siete invitati quindi a dare contributi e suggerimenti, sulla cui base potremo aprire su queste pagine, come sui nostri canali social, un dibattito “aperto”.

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