Corporate Entrepreneurship: il nostro approccio per la creazione di valore con le persone.

Corporate Entrepreneurship Ars et Inventio BIP

Corporate Entrepreneurship: il nostro approccio per la creazione di valore con le persone.

Avevamo già iniziato a trattare l’importanza per una grande azienda di progettare e lanciare un proprio programma di Corporate Entrepreneurship, evidenziandone i risultati e l’impatto generabile. Infatti, la nostra vision sui programmi di corporate entrepreneurship ha messo in luce come l’azienda, attraverso la corporate entrepreneurship, può non solo definire, promuovere, lanciare e gestire nuovi business che sono strettamente legati al core business, ma esplorare anche nuove realtà distanti da quelle adottate, sfruttando asset, posizione di mercato e/o altre risorse dell’azienda stessa.

In tal senso i programmi che progettiamo sono ideati sia per valorizzare l’intraprendenza e lo spirito imprenditoriale dei dipendenti sia per valorizzare il loro know-how, sia per monetizzare gli asset presenti all’interno dell’organizzazione.

Naturalmente, un programma che risponda alle esigenze di una corporate, attivando l’intelligenza collettiva dei propri dipendenti, e che produca i risultati attesi, necessita di essere strutturato in modo da potersi integrare con i processi organizzativi aziendali.

Dal nostro punto di vista, un programma di corporate entrepreneurship si basa su 4 aspetti fondamentali, specifici pillar discussi in precedenza (https://arsetinventio.com/news/2021/01/corporate-entrepreneurship-linnovazione-diffusa-per-creare-valore-e-competitivita-in-azienda/) che definiscono il nostro approccio:

  1. Il primo pillar del nostro approccio è l’unicità. Attraverso lo sviluppo di un approccio end2end ci poniamo come unico attore in grado di sviluppare con i partecipanti al programma sia il Business Model della propria idea sia il prodotto minimo funzionante (MVP).
  2. Il secondo pillar è il concetto lean, metodologie di lavoro snello sia per accrescere il valore e l’efficacia delle nostre iniziative, sia per permettere ai partecipanti al programma di realizzare iniziative che fanno leva sul miglioramento continuo e sulla valorizzazione delle proprie risorse.
  3. Il terzo pillar sono gli strumenti, poiché si rende necessario supportare i partecipanti al programma di corporate entrepreneurship con la progettazione e sviluppo di strumenti per la generazione di idee, per la loro raccolta, valutazione e pubblicazione. A questi, vanno aggiunti strumenti per la customer e problem validation.
  4. Il quarto pillar è definito low touch, legato alla necessità di leggerezza e flessibilità per effettuare il design delle attività in modo che queste possano essere condotte sia da remoto sia in presenza, in modo egualmente efficiente.

Sulla base del nostro approccio, abbiamo sviluppato una metodologia che si sviluppa in un percorso end2end in grado di adattarsi alle peculiarità dei nostri clienti e teso a realizzare MVP legati ai modelli di business ideati. Questo percorso attraversa le tre fasi di:

  1. Engage – una fase di lavoro preliminare che rappresenta il set up dell’intero programma, con particolare attenzione nella definizione del gruppo di lavoro, indirizzi da perseguire e ownership.
  2. Manage – fase dedicata al lancio, conduzione e coordinamento delle challenge dirette ai dipendenti e delle attività di idea generation.
  3. Find – fase diretta alla traduzione delle idee in soluzioni concrete ed industrializzabili, in termini di MVP corredati di business model e business case.
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La fase di Engage è molto importante per l’azienda, in quanto attraverso attività specifiche di comprensione e analisi del contesto aziendale, si identificano i topic sui quali costruire il workflow del progetto e le challenge alle quali si chiederà di rispondere con idee di valore. Le idee dovranno essere presentate dai dipendenti, per cui, in questa fase, verranno elaborate le strategie di onboarding utili a massimizzare il coinvolgimento delle persone in azienda, valorizzandone le differenti competenze e provenienza aziendale. Bisogna tenere in forte considerazione quelle che sono le peculiarità dei dipendenti, indirizzando il programma in modo che coinvolga persone secondo i criteri di eterogeneità e multidisciplinarietà. Aspetti che, trattati con la giusta attenzione, possono porsi come boost ai processi di idea generation, in cui la diversità è un valore aggiunto. La definizione dei criteri di valutazione e selezione andrà, idealmente, a chiudere questa fase, finalizzando l’impostazione del programma in linea con quelle che sono le aspettative del business e gli obiettivi dei piani strategici aziendali.

La fase di Manage porta sul piano operativo quanto progettato, integrando nell’organizzazione il programma così come elaborato in accordo con il Gruppo di Lavoro dell’azienda. Si procede al lancio delle call legate alle challenge definite. Queste possono avere una duplice natura: call4ideas, per raccogliere le proposal dei dipendenti, e call4contributors, per permettere anche a coloro i quali non hanno una particolare soluzione in testa di contribuire con le proprie conoscenze e competenze alle idee altrui. In questa fase, parallelamente alle iniziative legate alle call, vengono portate avanti attività volte ad accelerare il processo di onboarding attraverso specifici innovation workshop di evangelizzazione, realizzati sulle tematiche inerenti alle challenge, ed un’attività di formazione sui principali strumenti di idea generation da utilizzare. In tal modo, già in questa fase, si iniziano a trarre i benefici legati alla promozione di una cultura dell’innovazione e dell’imprenditorialità, oltre che ad un crescente legame del dipendente con l’azienda stessa.

La formazione permetterà, inoltre, di effettuare un affiancamento ai dipendenti che hanno scelto di partecipare alle call per permettere loro di affinare e migliorare le proprie idee.

La collaborazione e la comunicazione sono cruciali, per garantire che tali aspetti vengano valorizzati in pieno si sceglie di supportare le attività con webapp e piattaforme digitali di idea management che possono essere:

  • Acquisite coinvolgendo partner esterni selezionati e analizzati con cura
  • Costruite internamente potenziando la propria intranet
  • Adattate da soluzioni già testate, definendo insieme i requisiti e le caratteristiche che la piattaforma deve assumere.

Quest’ultima è, spesso, l’attività che privilegiamo, potendo già definire un percorso di creazione di un ecosistema dell’innovazione, popolato da differenti attori, interni ed esterni, in cui l’azienda si pone come key player e coordinatore delle interazioni.

Il risultato di questa fase è la valutazione e selezione delle idee di maggior valore da incubare, coinvolgendo attivamente il top management.

Con la fase Find, le idee selezionate entrano nell’incubazione tecnica ed economica. Un percorso di sviluppo di MVP pronti per essere testati e industrializzati, che dura dalle 10 alle 12 settimane, in cui team adottano il metodo sperimentale e processi trial and error per trasformare le proprie idee in soluzioni concrete. In parallelo devono essere condotte attività di formazione, per trasferire il know-how necessario allo sviluppo dei propri MVP e modelli di business. Il risultato è la definizione di un percorso di lancio di nuovi progetti di innovazione, legati agli MVP emersi dal programma e validati dal top management.

Al termine di questo percorso in tre fasi, la nostra esperienza suggerisce di dedicarsi ad un momento di followup, in cui analizzare i risultati del programma e valutare l’importanza o meno di inserire una fase che supporti le attività di innovation transfer e che risponda a domande relative a:

  • Scelte di integrazione dei risultati generati dalla corporate entrepreneurship in progetti o iniziative in corso;
  • Scelte di creazione interna di nuovi stream progettuali su cui investire;
  • Scelte di lancio di nuove entità quali spin-off o spin-out aziendali;
  • Scelte circa l’avvio di partnership tecnologiche con startup per effettuare il co-sviluppo dei risultati della corporate entrepreneurship.

In tal modo si genera un’attività volta a strutturare la meglio il processo di creazione del proprio ecosistema dell’innovazione, stabilendo un proprio masterplan ed avviando uno startup scouting per identificare i partner tecnologici in grado di integrarsi nel processo di industrializzazione e lancio delle soluzioni emerse dal programma di corporate entrepreneurship.

Il percorso così strutturato, permette di sintetizzare le azioni che possono sia alimentare il programma di corporate entrepreneruship, legate ai concetti di sperimentazione, creatività, multidisciplinarietà e collaborazione, sia definire in sé il programma di corporate entrepreneurship, legate all’abilitazione dell’engagement dell’innovazione creando un ambiente interno favorevole alla sua creazione e accelerazione.

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