CROWDSOURCING & OPEN INNOVATION

CROWDSOURCING & OPEN INNOVATION

Portare l’innovazione all’interno dell’azienda sfruttando la forza della folla!

Da tempo ormai le aziende hanno iniziato a riconoscere e valorizzare la grande disponibilità di know-how e intraprendenza tra le loro persone, tuttavia non sempre questo è sufficiente per rispondere alle sfide aziendali nel minor tempo possibile. D’altro canto, al di fuori dei confini aziendali si sta sempre di più sviluppando un ecosistema composto da fornitori, clienti, partner e innovatori che hanno un alto potenziale per generare la prossima “next big thing”.

E se le aziende potessero sfruttare tutto il proprio network (e non solo) per raccogliere, valutare e implementare nuove soluzioni? Attraverso il “Crowdsourcing” è possibile portare l’innovazione all’interno dell’azienda sfruttando la forza della folla.

In questo articolo vediamo perché il crowdsourcing deve entrare nel vostro percorso di innovazione, con una panoramica sulle differenti tipologie piattaforme di crowdsourcing che potete trovare sul mercato.
Infine, condivideremo alcuni piccoli suggerimenti su come avviare un progetto in crowdsourcing.

Il termine “crowdsourcing”


Per “crowdsourcing” intendiamo quel processo di coinvolgimento di una “folla” con determinate caratteristiche per risolvere tematiche complesse e/o con alto contenuto di innovazione.

Il termine “crowdsourcing” fu usato per la prima volta da Jeff Howe, il quale nel giugno 2006 scrisse un articolo dal titolo “The Rise of Crowdsourcing” per la rivista Wired. Da allora, nel corso degli anni, sono state formulate numerose definizione, così Estellés e González (2012) hanno scelto di proporre una nuova definizione in grado di coglierne in pieno il concetto:
“Il crowdsourcing è una tipologia di attività online partecipativa nella quale una persona, istituzione, organizzazione non a scopo di lucro o azienda propone ad un gruppo di individui, mediante un annuncio aperto e flessibile, la realizzazione libera e volontaria di un compito specifico. La realizzazione di tale compito, di complessità e modularità variabile, e nella quale il gruppo di riferimento deve partecipare apportando lavoro, denaro, conoscenze e/o esperienza, implica sempre un beneficio per ambe le parti. L’utente otterrà, a cambio della sua partecipazione, il soddisfacimento di una concreta necessità, economica, di riconoscimento sociale, di autostima, o di sviluppo di capacità personali, il crowdsourcer d’altro canto, otterrà e utilizzerà a proprio beneficio il contributo offerto dall’utente, la cui forma dipenderà dal tipo di attività realizzata.”


Possiamo, quindi, utilizzare il termine “crowdsourcing” per riferirci a tutte quelle attività che consentono di risolvere una sfida aziendale attraverso una piattaforma tecnologica abilitante in grado di coinvolgere una moltitudine di persone facendo leva sulla loro intelligenza collettiva.

Come spesso sottolineiamo con i nostri clienti, la tecnologia è un fattore abilitante, ma sono le persone che fanno la differenza, la loro intraprendenza, il loro spirito imprenditoriale, le loro idee. Ed è per questo che il crowdsourcing può e deve interessare sempre più sia l’intera organizzazione aziendale sia l’enorme ecosistema di innovatori presenti a livello globale. Bisogna pertanto comprendere come riuscire ad intercettarli.

“No matter who you are, most of the smartest people work for someone else.”

(cit. Bill Joy, Sun Microsystems co-founder)

Perchè il crowdsourcing è importante?


Lo sviluppo esponenziale della tecnologia e la democratizzazione delle innovazioni stanno abbattendo sempre di più le barriere di costo.

Per tale motivo, sempre più grandi aziende fanno affidamento su piattaforme di crowdsourcing (proprietarie o meno) per sfruttare:

  • il talento latente delle persone all’interno dell’organizzazione che, di solito, non vengono coinvolte nei processi di innovazione
  • il proprio ecosistema di innovazione (peer, startup, PMI, fornitori, etc.)
  • le esperienze e le competenze del resto del mondo

Il crowd può essere composto da attori appartenenti a community differenti: startup, studenti, ricercatori, imprenditori, innovatori, technology expert, patent holder, consulenti, etc.

Per tale motivo, gli obiettivi che le piattaforme di crowdsourcing possono indirizzare sono vari: coinvolgimento dei cittadini o di imprese, validazione di prodotti e servizi, affrontare problemi irrisolti e così via.


Di seguito vi elenchiamo alcune tipologie di piattaforme di crowdsourcing, in modo che possiate comprendere meglio le potenzialità che potreste cogliere dal “crowd”.


“Data Modeling” crowdsourcing platform: per risolvere sfide complesse legate alla valorizzazione dei Big Data coinvolgendo community di data scientist, matematici e statistici (es. Kaggle, Topcoder, Mathesia).

Problem solving” crowdsourcing platform: per risolvere sfide di business in differenti ambiti e settori coinvolgendo community miste più o meno ampie come innovators, startup, PMI, studenti (es. Innocentive, Leo, Herox).

Social Impact” crowdsourcing platform: per risolvere sfide complesse che hanno un elevato impatto sociale (es. OpenIdeo, Solve, Social Challenges).

Idea Management” platform: per risolvere sfide su specifici ambiti di interesse coinvolgendo i propri ecosistemi interni o esterni (es. Qmarkets, Hype Innovation, Wazoku).

Government” crowdsourcing platform: per coinvolgere i cittadini nel risolvere sfide della pubblica amministrazione, per ricevere feedback in tempo reale e proposte di idee (es. Challenge.gov, SeeClickFix, Ideas!).

Freelancer” marketplace: per ricercare persone ed esperti tematici a cui esternalizzare alcune attività (es. Amazon mechanical turk, Fiverr, 99designs).

Alcuni casi di successo


LEGO

La LEGO ha lanciato nel lontano 2008 la piattaforma LEGO Ideas, dove gli utenti possono proporre idee di nuovi set LEGO. I consumatori possono collaborare tra di loro, votare le idee altrui in un determinato arco temporale. Alla fine del contest, vengono esaminate le migliori idee (quelle che hanno ricevuto più di 10.000 voti). Gli autori delle idee selezionate vengono invitati a lavorare sull’idea con il team LEGO e riceveranno le royalties sulle future vendite.
Oltre a raccogliere nuove idee, la LEGO utilizza la piattaforma anche per validare le proprie idee: uno dei set più noti fino ad oggi, “Yellow Submarine dei Beatles” è nato proprio così.

BILL & MELINDA GATES FOUNDATION

Attraverso la challenge “Empowering Caregivers in immunization” lanciata nel 2019 su Open Ideo e sponsorizzata dalla fondazione “Bill & Melinda Gates”, sono stati coinvolti circa 20.000 “change-makers” provenienti da oltre 120 Paesi per risolvere il problema dell’accessibilità dei vaccini per le comunità più povere. Secondo l’OMS, infatti, 1 bambino su 10 ancora non riceve ancora tutti i vaccini che dovrebbe.

A seguito della challenge, 5 innovazioni promettenti sono state selezionate per essere testate nell’Innovation lab di IDEO e premiate con un premio di 10.000$.

NASA

Da quando aziende private hanno aperto la competizione nello spazio, la NASA ha lanciato più volte challenge su piattaforme di crowdsourcing per risolvere specifiche sfide.
In particolare, nel 2016 ha lanciato la “Space Poop Challenge” con cui chiedeva soluzioni per risolvere la gestione per gli astronauti dei propri bisogni. Operare in microgravità è una sfida da affrontare non da poco. Alla fine della challenge, la NASA ha premiato 3 soluzioni con 30.000$ ognuna. Gli ingegneri della NASA hanno poi testato le soluzioni in laboratorio e progettato il design finale delle nuove tute per gli astronauti, ottimizzandone la gestione dei rifiuti.

HARLEY-DAVIDSON FAN MACHINE

Nel 2011 la Harley-Davidson ha lanciato un’iniziativa di crowdsourcing all’interno della sua strategia di trasformazione digitale per rendere l’azienda più “customer-centric” e connettersi con la “next generation”.

Lo ha fatto lanciando un’applicazione su Facebook per raccogliere idee pubblicitarie direttamente dai propri fan, ed una delle idee più votate “No Cages” è stata sviluppata dal team di marketing ed è diventata realtà.

Alcuni piccoli suggerimenti

Osservando con attenzione quanto emerso dai casi condivisi, possiamo intuire come il crowdsourcing sia una delle leve da poter utilizzare per portare l’innovazione all’interno della vostra organizzazione, vorrei darvi alcuni piccoli consigli su come approcciare efficacemente ad una challenge in crowdsourcing.

Ricordatevi che il crowdsourcing ha delle potenzialità enormi, per questo necessita di una progettazione minuziosa. Ecco di seguito alcuni piccoli consigli per risolvere una sfida di business coinvolgendo efficacemente il “crowd ”:


Progettazione della challenge: esaminate attentamente le challenge aziendali per identificare quella che, con maggiore probabilità, possa essere lanciata in crowdsourcing;

• Proprietà intellettuale:
siate trasparenti ed equi nel definire le regole di ingaggio con gli innovatori esterni. Altrimenti rischiate un flop;

• Incentivi:
mettete a disposizione sia premi monetari sia non monetari per ingaggiare efficacemente il crowd ed emergere dai numerosi contest presenti online;

• Lancio e promozione della challenge: c
urate attentamente la comunicazione pre, durante e post il lancio della challenge. I risultati che otterrete vi saranno utili per il futuro;

• Valutazione e selezione:
definite da subito i criteri con cui pensate di selezionare le idee che riceverete. Coinvolgete le business line impattate e il board di innovazione (se presente);

• Follow-up
: finché non “mettete a terra” il progetto rimarrà solo una bella idea. Integrate l’attività di crowdsourcing nel vostro framework di innovazione.

Il crowdsourcing ti affascina e vuoi scoprire se può essere utilizzato nella tua azienda?

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